su due o tre perplessità che mi sono rimaste qui
- 6 aprile 2011

da un po’ più di due settimane è uscito il mio nuovo libro, vieniminelcuore. tra tutti quelli che l’hanno letto – e non sono pochi – non ho ancora avuto la sfortuna di beccarne uno a cui non sia piaciuto. tutti mi avete detto che vi ci siete emozionati sopra, qualcuno ha addirittura parlato di lacrimoni; nessuno, finora, mi ha detto di averlo trovato volgare (e so che l’avreste fatto, che di solito mica vi tenete).
perché dico questo? sentite qua. è circa un mese che col mio ufficio stampa lavoriamo in tandem per promuovere il libro, e le risposte che abbiamo ricevuto finora mi hanno dato parecchio da pensare. pare che una buona percentuale dei media contattati lo consideri troppo spinto anche solo per parlarne; il booktrailer, che nelle mie intenzioni doveva essere innocente e divertito, a quanto mi si dice non ha fatto che peggiorare le cose.
ma alla fine della fiera, si chiederà chi non l’ha letto, vieniminelcuore parla o no di sesso? certo che ne parla: un ritratto dei trentenni di oggi senza il sesso sarebbe come uno speciale su walt disney senza topolino. tuttavia, avendo voglia anche solo di sfogliare il libro, ci si rende subito conto che il sesso non è la colonna portante del discorso; i veri temi sono altri, e le conclusioni che infine si traggono sono in realtà non dico puritane, ma non certo libertine come dev’esser parso a lor signori.
ora, da parte mia posso pure ammettere di essermene uscita con un titolo provocatorio in un momento in cui il mondo è giustamente stanco di provocazioni. e fin lì: mea culpa. c’è una cosa che mi lascia un po’ perplessa però: nel 2006 era uscito un mio libro con lo stesso titolo, e non aveva avuto alcun problema a livello di ufficio stampa – al contrario, se ne erano interessati in tanti, avevano chiesto, letto, e solo allora avevano tratto le debite conclusioni.
hanno potuto così tanto cinque anni sulla popolazione italiana? è possibile che si sia arrivati a un tale punto di saturazione? certo che è possibile, anzi, non sarebbe nemmeno improbabile. qualcosa però non torna: la risposta dei lettori, di vecchia data e sconosciuti, è identica a quella di cinque anni fa; chi legge il libro è felice di leggerlo, e non lo trova né immorale né scurrile – anzi, come dicevo prima, a tratti ci si commuove pure.
a questo punto mi sorge un dubbio atroce. non sarà che gli ultimi tempi di bunga bunga e falpalà, oltre ai macroscopici danni morali e materiali, abbiano creato un tristissimo equivoco mediatico? in altre parole: non saremo diventati ancora più bigotti in superficie – cosa che non ci voleva proprio – mentre di fondo siamo rimasti esattamente uguali?
vi faccio un esempio deficiente. stamattina, dovendo parlare di cacca col mio fidanzato – argomentoni - ho usato esattamente questa parola: cacca. il che mi ha salvato da novemila giri di parole, che avrebbero reso il mio messaggio forse più educato, ma senza dubbio meno chiaro. allo stesso modo, in una recente intervista, ho parlato di sesso orale definendolo esattamente così: sesso orale. alla pubblicazione dell’intervista – online, non cartacea, badate bene – le parole sesso orale erano state cambiate in fellatio.
fellatio, signori miei. una di quelle parole latine tipo coito, con in più l’aggravante della ti che si legge zeta. roba che ieri ero a un’inaugurazione, l’ho chiesto a un’amica che non aveva fatto il classico, e lei mica lo sapeva, cosa voleva dire fellazio. e allora mi chiedo: ma perché? qual è il punto di nascondere, di non essere chiari? non sarebbe meglio usare termini semplici e di uso comune? o siamo ancora fermi al vecchio ipocritissimo meglio fare e non dire?
alla sempiterna domanda di cui ridevo qualche post fa – tua madre l’ha letto il libro? – mi verrebbe a volte da rispondere, sì, e non solo, sa chi mi infila da quando avevo sedici anni, perché ho preferito parlargliene e farmi portare a prendere la pillola piuttosto che non dirle nulla e farmi credere madre teresa. e non è che la mia vita sessuale sia poi così straordinaria: ho avuto solo storie lunghe e monogame, e negli intervalli mi sono divertita quasi con giudizio - decine di amiche hanno fatto peggio di me.
dunque per tirare le somme: non sarebbe forse più salutare che chi si occupa di informazione e contenuti - anziché farsi prendere di volta in volta da scalmane puritane o libertine - leggesse effettivamente quel che ha davanti, tanto per capire se è degno o meno? ché qui mi pare che si stia facendo una gran confusione tra quel che sarebbe giusto condannare - e invece non si condanna - e tutto il resto che non solo non c’entra niente, ma ne sta pure facendo le spese.
come a dire che il sesso, eterno tabù cui si ammicca da tutte le parti ma di cui quasi mai si parla in modo semplice e chiaro, rischia di diventare accettabile solo se lo fai con vampiri o con angeli, o se lo fanno (ma non lo dicono) kate e william, o se il novello scrittore emanuele filiberto, con tutto il rispetto parlando, promette di andare all’isola dei famosi coperto solo della copertina del suo nuovo libro, tanto per promuoverlo meglio.
non so a voi, ma a me un mondo così fa un po’ triste.

l’italia ha ancora il tabù vaticano sulla cultura e sui media. Fa niente che sia ridicolo alla luce dei fatti reali.
e su questo non c’è dubbio. ma che le cose siano addirittura peggiorate rispetto al 2006? mi pare poco bello.
Mi sembra sia dagli anni ’70 che stanno peggiorando sempre più rapidamente.
Ti sei mai chiesta se oggi passerebbero le leggi su divorzio ed aborto ? Secondo me, no. Stiamo tornando agli anni ’20, speriamo non ci mettano anche questi un ventennio per finire. La cosa peggiore è che sembra tutti lo trovino normale.
ma ne parlo per quello infatti, a me non pare tanto normale né sano.
son peggiorate, sì: quello che non potranno mai soffocare è la libertà di pensarla diversamente.
non sai quanto mi piacerebbe saltarla, tutta la trafila dei media, e parlar solo alla gente.
io sono una di quelle che il tuo libro l’ha comprato nel 2006, quando è stato pubblicato da una piccola casa editrice se non sbaglio. Ricordo di averlo preso in mano in libreria proprio perché mi incuriosiva il titolo. L’ho letto qua e là e ho deciso di comprarlo, anche perché quello era per me un periodo particolare e ci ho trovato molto di me nelle tue parole. Il libro pubblicato ora da Mondadori non so quanto si discosti dall’altro, se sia completamente diverso o no. Non lo so, perché non l’ho ancora letto (ma ho intenzione di farlo). Credo che tu stia avendo così tanti problemi coi media, proprio perché è la Mondadori che te lo ha pubblicato; perché si tratta di una casa editrice enorme e come tale ha tutt’altra risonanza. Per farti un esempio stupido, quando comprai il tuo libro non ne avevo mai sentito parlare prima. Eri una sconosciuta per me.O io non ho visto pubblicità allora, o proprio non ne fecero per il tuo libriccino. La Mondadori è un colosso dell’editoria e come tale fa rumore e in più è di proprietà di chi sappiamo, il quale attualmente ha un paio di problemini con la giustizia in questo senso. Forse la mia è un’analisi troppo semplicistica, ma è così che la vedo. Non mi spingo oltre nell’analisi “politica” della situazione, perché non vorrei mai crearti disagi di alcun tipo. Però è così. Viviamo nel Paese più ipocrita del mondo, in cui il sesso viene usato per vendere qualunque cosa (mi pare ci sia una donna mezza nuda che pubblicizza la pasta Voiello, tanto per fare un esempio)e nel quale però parlarne apertamente e senza falsi pudori è ancora un taboo. Per quanto può valere, hai tutto il mio sostegno morale.
Buona giornata!
Alessia.
credo che tu abbia ragione, alessia, se non altro da questo punto di vista: gli uffici stampa hanno interlocutori diversi. comunque così, per la cronaca, il nuovo libro contiene molto meno sesso del primo vienimi, in proporzione, ma sarei pronta a scommettere che chi ha amato il primo ora apprezzerebbe il secondo.
Sicuramente l’Italia è sempre più bigotta, vuoi per l’aumento di volgarità, vuoi per la chiesa.
Di sicuro, nel tuo caso, è LA MALEDIZIONE DI MONTEZUMA per aver riutilizzato il titolo a me caro!
DD
Scherzo.. Appena leggo il libro ti dico.
Nel frattempo, a riguardo, ti invito a leggere l’ultima nota su FB.
Muxu, D.
la leggo appena posso, danilo, cioè tra poco. però, di là da tutto, spero ti piaccia il nuovo libro.
ora mi darete dell’Alice nel Paese delle Meraviglie, ma fa niente, tanto me la danno tutti (dell’Alice intendo, eh). Ma io quando ho visto ‘sto titolo, mica c’ho pensato subito al vienimi erotico. M’è venuta in mente lì per lì che fosse proprio tipo un invito ad entrare nel cuore. Poi ho visto il booktrailer evvabbe’, là non c’è stata storia, c’erano i sottotitoli.Mi stupisce davvero quel che racconti. E non mi fa solo tristezza. Ma tanta rabbia per l’ipocrisia di questo paese. Si sono pubblicate cose ben più spinte. Micol, I’m really sad for you. tutto mi sarei aspettata, che fosse difficile distribuire il libro, che la gente non lo comprasse, ma non che la stampa si facesse ‘ste remore per un titolino appena un po’ ambiguo.Mah…no more words.
romina, sei un vero tesoro. vedi tu che da una radio addirittura hanno detto che un titolo cosi’ non lo possono pronunciare.
L’italia con le sue contraddizioni. Tette giganti in Tv, ma non si può scrivere Sesso Orale… ahahah.
In ogni caso io non penso che sia un problema di bunga bunga e quant’altro, che ha cambiato le cose rispetto a cinque anni fa.
Sicuramente non ci ha fatto diventare più bigotti.. o almeno così credo.
Magari stavolta hai un ufficio stampa che cerca di promuovere il tuo libro attraverso Media di prima fascia, e chiaramente più in alto vai e più sbarramenti e più bigotti trovi.
Il trailer è simpatico, in alcuni passaggi è fortemente esplicito, e forse come dici tu ha aggravato la sensazione trasmessa.
Poi dipende come il libro è promosso dal tuo ufficio stampa, alle volte strategie consolidate non funzionano.
PS:Se si ricorre al latino è semplicemente perchè un buon 50% di gente sa na’ sega e chi lo pubblica lo trova più elegante.
PSS: forza.
la penso come te sul latino, e pure su tutto il resto. ora mi cercherò io una fascetta mediatica più adatta, ecco.
Ma che Vaticano. Ci lasciamo travolgere felici dalla marea moralizzatrice nelle piazze e poi ci stupiamo se i media diventano di colpo bigotti?
se rileggi è esattamente quel che ho scritto io, e infatti non sono sorpresa. ho la sensazione che l’ondata moralizzatrice, come la chiami tu, abbia creato un trend, e che i media, guardandosi bene dal fare i dovuti distinguo, abbiano semplicemente elaborato la soluzione: basta-parlare-di-sesso. non era quello il punto, ecco. non doveva esserlo.
mah, leggo ora il post e sono sbigottita quanto te…il mondo va alla rovescia. Ci sarebbero tantissime cose da dire in merito agli intrecci tra sesso e politica ma sorvolo allegramente per non dare un colore politico a questo commento. Come te odio l’ipocrisia ma a quanto pare ne siamo circondati…Mi chiedo se i media di cui parli siano gli stessi giornali in cui si inframezzano articoli a pagine di pubblicità con corpi di donna seminudi, le stesse reti televisive che trasmettono spettacoli imbarazzanti e allusioni lascive alle 9 di sera quando ci sono ancora i 7enni davanti alla tv, le stesse radio in cui si trasmettono singoli di gente che fa carriera nella musica con dei video francamente (e volutamente) scandalosi. Ora, potrà anche non esserci niente di male in tutto questo, ma non vedo allora cosa ci potrà mai essere da aborrire in un titolo come il tuo. Non ho ancora letto il tuo romanzo Micol (non è ancora arrivato, ma nel felice Mezzogiorno i mezzi delle Poste sono residuati prebellici quindi non mi stupisco), ma anche se parlasse davvero così tanto di sesso, non sarebbe nè il primo nè l’ultimo libro o film. Il fatto che tu abbia voluto scherzarci su anche nel titolo evidentemente invece di essere preso come prova di ironia, è stato l’appiglio per metterlo sulla Lista Nera. C’è nostalgia di Inquisizione evidentemente… Hai tutto il mio appoggio, ma sono sicura che chi non si ferma alle apparenze saprà apprezzare lo stesso il tuo lavoro. Io personalmente non mi fermo mai al titolo quando vado in libreria, leggo la presentazione e sfoglio qualche pagina. Ti assicuro che non sono la sola, quindi forza e coraggio, non ti buttare giù e non ti arrabbiare per questa ipocrisia, non ne vale la pena
A presto