il regalo più bello che potevo ricevere
- 27 dicembre 2011
a quattro giorni dalla fine del duemilaeundici ho letto un libro che mi ha riportata a casa. non so quanto durerà, non molto probabilmente, ma è una sensazione che mi sto godendo un mondo. ci sono forse dieci libri in grado di riportarmi a casa, e averne scoperto un altro mi fa sentire meglio di quanto riesca a spiegare. e ora lasciate che vi prometta una cosa, o se non altro che la prometta a me stessa. un giorno, se mai mi sarà riuscito l’incredibile trucco di non perdermi, mi metterò a scrivere per riportare a casa alcuni di voi. lo farò senza fretta e senza le regole di alcun editore, e quando sarò soddisfatta troverò il modo di farvelo avere. in questo momento è il solo senso che riesco a dare al mio scrivere – scrivere, non pubblicare: saldare i miei debiti di riconoscenza. dio, era così semplice che non so come non ci sono arrivata finora. spero solo che un giorno vi serva almeno quanto serve ora a me.

Scrivere libri per riportare a casa qualcuno (qualunque cosa voglia dire riportare a casa…) dovrebbe essere il motivo per cui si scrive
Poi, certo, se un editore pubblica è tutto grasso che cocacola.
Sono contenta, Micolina. E’ una sensazione magnifica, e l’ho provata anch’io in questi giorni, con uno dei miei regali di Natale.
Mi viene ovviamente da chiedermi se è lo stesso libro. Ma ovviamente non è importante.
E’ la stessa sensazione.
QUESTA è l’unica cosa che conta.
Non ho capito una sega.
Meno cripticità, più spiegazioni.
splendido anno venturo, Micol.
ti ho pensato, e mi hai fatto trovare qualcosa. brava. ti bacio.
Micol
Micolina, questa sensazione l’ho provata leggendo vieniminelcuore…
Una sensazione che ti riscalda il cuore prorpio come l’essere nel tuo nido! Bacio Miki [Facebook]
un bacione, tu. grazie, sempre.
il regalo più bello che mi piacerebbe ricevere per l’anno nuovo è un po’ sempre lo stesso degli anni passati, mi piacerebbe tanto riuscire a sentirmi a casa. ovunque sia.
Non vedo l’ora che tu ci riesca.
Per ora le giuste vibrazioni le fai arrivare tutte.
Penso a “cornflake” o “vienimi nel cuore”(racconti) e mi sento, se non a casa, in un ambiente confortevole.
Con “Vienimi nel cuore” (romanzo) mi sono sentito più a casa tua. Ci stiamo avvicinando insomma.Buona scrittura.
è molto bello saperlo. grazie, davvero.
a me piacerebbe conoscere il titolo, che ultimamente ho avuto per le mani libri che riuscivano solo a farmi scollegare con il concetto “casa”. aspetto anche il tuo che mi riporti a casa con ansia. davvero. dai butta giù qualche titolo di libri probabili da leggere anzi no, da immergersi.
Stai parlando di «I Sonnambuli» di Hermann Broch, vero? E scommetto che l’hai letto perché l’hai trovato citato da Canetti nel secondo volume dell’autobiografia. Ti capisco bene, è un libro che anche a me ha cambiato la vita. Ti chiedo di fare un piacer a tutti e di parlarcene di più.
hmm, no. ma a questo punto lo leggerò, sono curiosa.
Ritornare a casa… bellissimo tema… solo certi fumetti di Romita Jr, il buon vecchio Zio King, e il non mai abbastanza lodato Antoine de Saint-Exupéry, ci riescono… ma se ci riuscirai anche tu.. beh ti seguo di sicuro
ma mi raccomando fammi commuovere come con “vieniminelcuore” … buon2012!