Vieniminelcuore
tutto quello che hai sempre voluto sapere sull'Autrice del libro e non hai mai trovato altrove perché a nessuno è mai fregato di pubblicarlo

la mia nuova fatica letteraria (mi prendo per il culo da sola)

- 10 giugno 2013

milano roma

-domani esce il mio nuovo libro. non può saperlo nessuno, ma è un libro che viene da lontano. avevo in mente di scriverlo dal 2009, e inizialmente dovevo pubblicarlo con un’altra casa editrice. poi non se n’è fatto più niente, ma alla fine, siccome nella mia vita le cose tornano indietro come boomerang, adesso esce.

-se sia un bene o sia un male, che l’abbia scritto adesso e non allora, non so dirlo. l’avessi scritto allora, appena tornata da Roma, la carogna sarebbe stata più fresca. ma ormai sono passati quasi cinque anni, me ne frega molto meno. nel senso che sto benissimo, è tutto alle spalle, perché rimestare. c’è da dire se non altro che oggi sono più lucida, e ne so anche un po’ di più su Milano, per cui probabilmente è andata meglio così.

-il percorso è stato questo. quando sono arrivata a Roma l’amavo da morire, e odiavo Milano. poi una serie di accadimenti e situazioni mi hanno fatto cambiare idea. ho deciso di mettere giù nero su bianco le mie considerazioni per una forma come di correttezza. non so spiegarvelo meglio di così. veramente come scrivere una lettera all’ex fidanzata dicendole tutti i motivi per cui hai fatto una cazzata.

-i miei editor mi hanno giustamente fatto notare che il vero asse del libro non è tanto Roma-Milano quanto Italia-Europa. hanno ragione, Roma ha tutti i suoi mille meravigliosi pregi, ma io ho in testa Londra e Berlino. Milano non ci arriva ancora, che è il motivo per cui non ci troverete sperticati elogi, ma ci sta provando. già provarci per me è un merito. si prende la mia stellina dorata sulla lavagnetta.

-mi è stato detto di tutto: i romani ti uccideranno, perderai un mucchio di lettori, eccetera. mah, io sono ottimista, vi dirò. ci sono un sacco di scrittori le cui opinioni non sempre sottoscrivo, o che compro a libri alterni. questo non è chiaramente un libro per tutti, ma ho sentito comunque il bisogno di scriverlo. invito caldamente gli amici romani a non comprarlo: io, se uscisse ‘perché Roma è meglio di Milano’, sicuramente farei così. c’è ancora la libertà di opinione e di scelta, grazie al cielo. non sembra, ma insomma. c’è.

-detto ciò, qualche informazione spiccia:

1.costa 9.90 euro. ho insistito perché si stesse sotto i 10. stavolta mi hanno dato retta. urrà.
2.quella in copertina è la madonnina di banksy. non lo capisce nessuno. mia madre pensava addirittura fosse la statua della libertà. ma lì è un caso limite, mi rendo conto. ciao, mamma.
3.fa ridere. cioè, spero. insomma, non è un saggio pallosissimo di cifre e numeri. è una sorta di dizionario aneddotico. A come Abbella, D come i Dieci Minuti Romani, E come E Sti Cazzi, e via andare.
4.ci ho messo, come al solito, tutto l’amore e la cura possibile. sono anche parecchio soddisfatta del risultato, devo dire. tengo a ringraziare Alberto, Simona, i grafici mai conosciuti e tutti quelli che ci hanno lavorato insieme a me. grazie, ragazzi. è una banalità, ma non ce l’avrei fatta senza di voi.
5.la prima presentazione è in Feltrinelli di corso Buenos Aires il 18 di giugno alle 18.30. è una bellissima giornata di sole secondo meteo.it, per cui niente scuse. a seguire, tipo verso le 21.30/22.00, ci spostiamo al Torchietto Bistrò, via Ascanio Sforza 47, Naviglio Pavese. i miei relatori saranno: per quella in Feltrinelli il mio eterno portafortuna Paolo Madeddu e una new entry di lustro, Pierfrancesco Maran, nostro e mio assessore; per quella al Torchietto Bistrò l’enorme Andrea Carlo Cappi e forse – il forse è sempre d’obbligo fino a mezz’ora prima, dio lo benedica – Andrea G. Pinketts. ci sarà da ridere, ragazzi.

-un grazie enorme, in chiusura, a tutti voi che ancora mi seguite. grazie di aspettarmi ogni volta, e addirittura poi comprare i miei libri. a me, che neanche mi sognavo mai di scrivere per mestiere, sembra sempre un po’ un miracolo. spero vi piaccia anche questo. vi voglio bene, quel bene universale lì da abbraccio collettivo. grazie, grazie ancora.

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